Index
Introduzione
Raccontare
L'intervista a Medio
Bozze d'agenda 1993
Gli aquiloni
Decorare l'aquilone
La mostra
I laboratori
Costruire aquiloni
Il progetto
L'appello
Aquiloni nel mondo
Il Manifesto
La tua opinione conta
La storia in breve
Aquiloni nel mondo
Eventi
Le risorse
Chi siamo
Archivio

ATTIVITA' IN CORSO
dal 12 settembre la mostra "Medio e i suoi aquiloni" sarà in esposizione durante la sagra delle Erbe Palustri di Villanova

Il poeta delle comete

Il poeta delle comete

L'aquilone, non quello tecnologico, costituito con i materiali più avveniristici, utilizzato per scopi che vanno dalla difesa aerea alla ricerca atmosferica (pensiamo a Benjamin FranklinMedio in garage o a Guglielmo Marconi) passando attraverso le gare acrobatiche, ma quello "di una volta", quello dei poeti.
L'aquilone dei poeti è fatto di carta colorata, cannuccia di valle, colla di farina, spago di canapa. Tutte cose semplici che, abilmente assemblate, creano uno strumento in grado di sfidare il vento in una corsa sull'argine del fiume, di rincorrere le rondini, di chiacchierare con le nuvole.
In aggiunta, le cartine di aranci accuratamente raccolte ed utilizzate da Medio per decorare i suoi aquiloni: comete volanti uniche al mondo anche per questo motivo.
E' un giocattolo che trasmette la forza della natura: quel filo che vibrando scivola tra le dita e diventa uno strano telefono che ti mette in comunicazione con la voce degli dei, come pensavano gli antichi abitanti della Polinesia.

Quell'aquilone che trascina con sè il cuore e l'anima, non per osservare dall'alto ciò che è in basso, ma per guardare oltre le nuvole alla ricerca delle tracce della cagnetta Laika, di Jurji Gagarin e, perchè no, della casetta della Madonna che da Nazareth, trasportata dagli angeli, così come la vide il Tiepolo, volò a Loreto il 10 dicembre 1294, e che ancora oggi protegge gli esploratori del cielo, siano essi aviatori o aquilonisti.costruire comete
Queste immagini, erano appese alle pareti del "laboratorio" di Medio, osservavano le mani che costruivano, ed ascoltavano i pensieri. Esse sussurravano di spazi infiniti e suggerivano come percorrerli e conquistarli.

Per chi è nato nel mezzo della Grande Guerra, ne ha vissuto un altra - che ha visto cambiare mille volte il proprio mondo, le città, le piazze, le strade, le case, la gente, Lui o Lei - e gli è rimasto solo nella memoria le proprie radici, e che per trovare un riferimento certo, un ricordo vivo, guarda il cielo, immutato da milioni di anni e che tale rimarrà per altri milioni, lo stesso di quando era bambino, con le stesse nuvole e gli stessi venti, disponibili oggi come allora ad una corsa sull'argine del fiume.

di Giuseppe Rambelli

I RACCONTI: Malva - La mano del Miele - Un sogno lungo una vita - Il poeta delle comete - Medio e i suoi aquiloni (Eglish only)-