Index
Introduzione
Raccontare
L'intervista a Medio
Bozze d'agenda 1993
Gli aquiloni
Decorare l'aquilone
La mostra
I laboratori
Costruire aquiloni
Il progetto
L'appello
Aquiloni nel mondo
Il Manifesto
La tua opinione conta
La storia in breve
Aquiloni nel mondo
Eventi
Le risorse
Chi siamo
Archivio

ATTIVITA' IN CORSO
dal 12 settembre la mostra "Medio e i suoi aquiloni" sarà in esposizione durante la sagra delle Erbe Palustri di Villanova

La Mano Del Miele

Le mano del miele - prima parte

L'ARTIGIANO COME NARRATORE
Walter Benjamin, nel 1936, scrisse un saggio in cui accostava la figura del narratore a quella dell'artigiano ("Il narratore. Considerazioni sull'opera di Nikolaj Leskov"). Secondo Benjamin un antenato narrante è sicuramente il viaggiatore, l'avventuriero, ma "altrettanto volentieri raccontaMedio in garage colui che, vivendo onestamente, è rimasto nella sua terra, e ne conosce le storie e le tradizioni". Così, se contadini e marinai furono i primi maestri del racconto, la sua scuola superiore è stata l'artigianato". La narrazione, come forma artigianale di comunicazione, porta sempre con sè il segno di chi racconta: ogni storia è anche biografia.
Anzi, aggiunge Benjamin, il talento di chi narra è la sua stessa vita. Infine, come si perde la sapienza artigiana, si perde l'arte del narrare,"la sua dignità quella di saperla narrare fino in fondo". L'Arte fatta di attese, di lentezza e di ripetizioni. Cose che si allontanano da noi con la crescente avversione per i lavori lunghi e pazienti ("l'uomo odierno non coltiva più ciò che non si può semplificare ed abbreviare").
Rileggendo questo saggio, che avevo quasi dimenticato, non posso fare a meno di pensare al mio amico Medio, di professione tappezziere.

LA MANO DEL MIELE
Medio Calderoni era famoso a Ravenna come il tappezziere degli aquiloni. La sera, quando chiudeva la bottega, si fermava oltre l'orario a costruire cervi volanti. Era la sua passione. Erano esMedio in garageili scheletri di giunco a sostenere grandi ali di farfalla, di aereo e tele di veliero. A volte passava uno dei suoi fratelli, il pescatore, a portargli un cartoccio di pesci. Lui si fermava a guardarlo e si fumava una sigaretta nella penombra, mentre Medio andava avanti a corteggiare quelle sue creature d'aria a soffi di colla e carezze di polpastrello, e dopo un pò il pescatore sbottava: "Ma possibile che un artista come te debba perdere tempo attorno a sta roba?. Medio allora appoggiava le forbici massicce e rispondeva, imperturbabile come sempre: "ven'me a dè una man!", vieni a darmi una mano.
Artigiano formidabile, cioè "artèsta", appena ragazzino il primo giorno di lavoro lasciò incredulo il maestro che lo guardava piantare le borchie ad un sofà: senza prendere misure imborchiava ad occhio, e non sbagliava di un centimetro. Poi se fece tappezziere di automobili (prima della guerra), quando le auto si andavano a comprare a Torino, ed uno tornava a casa praticamente col telaio, guidando seduto su una seggiola. L'artigiano faceva tutto, dal sedile al mantice. Negli ultimi anni non ebbe allievi a cui passare la bottega. Così si ritirò in un caseggiato popolare di periferia e aprì un minuscolo garage. Qualche vecchio cliente riuscì a rintracciarlo (infatti, con la bottega chiuse anche il contratto con la compagnia del telefono), e ogni tanto gli portava una poltroncina a cui cambiare la fodera. Ma il lavoro di tappezziere era ormai una scusa, prima venivano gli aquiloni.

La mano del miele - Seconda parte

I RACCONTI: Malva - La mano del Miele - Un sogno lungo una vita - Il poeta delle comete - Medio e i suoi aquiloni (Eglish only)-