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10 ottobre 2015 - Intitolato un parco a Medio Calderoni

zio medio

Zio Medio

Caro zio Medio, sono rimasto un po’..., poi ho pensato di scriverci sopra qualcosa anche perché l’ultima volta che ci siamo incontrati non mi sembrava che fossimo sul punto di lasciarci.

Peccato. Erano anni che non lo andavo a trovare sempre in giro per il mondo e quella volta, chissà ho avuto un presentimento, ho fatto bene a invitarlo al matrimonio di mio figlio, e a visitarlo prima di partire.

Medio non aveva e non voleva figli .

Mi disse mio padre, in confidenza quando ero già adulto, che Medio non voleva figli perché durante il servizio militare pensava di aver contratto la sifilide e non voleva trasmetterla ai suoi figli. Forse questa storia, non vera, assieme a quella di essere scampato alla morte per un pelo, ha determinato la condotta e il tipo di vita dello zio e in parte della zia. Era un grande, un vero libertario anarchico, se ne fregava delle opinioni e delle chiacchiere che la gente riportava su di lui e su sua moglie. Una cosa l’addolorava più di altre, non essere riuscito a salvare suo fratello Albo, ucciso dalla guardie tedesche mentre stavano attraversando di notte l’Elba. Fino a poco tempo fa, la sezione del PCI qui alla chiavica, riportava il nome di mio zio Albo, che io non ho mai conosciuto.

Medio per campare faceva il tappezziere. Un grande tappezziere, in grado di riprodurre o restaurare alla perfezione dei divani Luigi 15, sedie barocche o altri stili senza il minimo difetto. Ha restaurato quasi tutti i vecchi salotti di Ravenna, compreso quello del Dott. Gucciarelli, direttore della Sarom Ravenna, noto uomo di destra e sponsor della Sarom Ravenna, squadra di serie C, che attingeva dal vivaio dell'Adriatica a piene mani.

A Medio non dispiaceva che i suoi ragazzi facessero carriera, anzi, diversi andarono anche al Torino, alla Juventus e ad altre squadre di divisioni inferiori e dilettantistiche.

Un grande. Allenatore dell'Adriatica era il solo che, con pochi mezzi a disposizione, potesse battere, spesso, la grande " Sarom Ravenna ", squadra giovanile della serie C, della raffineria di Monti, che non lesinava soldi e mezzi.

Poteva battere sempre i lancieri di Ellix Bellotti, altro grande soggetto cittadino, grande suonatore di ocarina, ma in realtà fattorino della Cassa di Risparmio di Ravenna, che con i soldi delle donazioni della Cassa aveva rilevato una squadra niente male ma non cosi forte come l' Adriatica. Bellissima la carica che Ellix suonava ai suoi ragazzi prima della partita con la cornetta, e il De Guello, remember of Alamo, prima di un calcio di rigore.

Bene, mi piace ricordarlo sorridente, con i suoi giubbotti fioriti e i baffoni, sulla motocicletta una moto Guzzi con due grandi borse giallo rosse ai lati, dove dentro c'erano le divise dell'Adriatica e i due thermos del te zuccherato per la pausa.

All’epoca, era obbligatorio che la squadra di casa offrisse da bere a arbitro e avversari, lui diceva che occorreva sempre dare agli avversari “ do pal e e te’”. (Due palle e il te ).

Altra grande passione gli aquiloni. Gli venne quando lasciò il calcio.

Fu uno dei primi a partecipare alla gare, a Cervia e in altri località.

Passammo varie domeniche, assieme a mio figlio piccolo, per mettere a punto il Galeone, suo vanto di aquilone da gara, dietro alla fornace vecchia, o alla darsena dove il vento non mancava mai.

Molti lo ricordano alla festa dell’Unità dove con un pò di canne , la vecchia carta velina e la colla fatta con farina e aceto insegnò a mezza Ravenna l’ arte dell’aquilone.

Medio fu varie volte invitato anche all’estero, andò a costruire aquiloni in Giappone e in Svezia. Mi raccontò che all'università di Stoccolma aveva fatto vedere a un team di ingegneri aeronautici la costruzione di un aquilone di carta. Mi raccontò dello stile dei professori, di questi ingegneri che volevano sapere del vento, del peso specifico delle canne, e di come aveva calcolato aerodinamicità e pesi.

Diceva: Io che ho fatto la terza media e che neanche so che cosa e’ l'aerodinamicità come ho fatto a spiegarlo semplice, “l’ ho fatto sul bancone dell’aula“.

Cosi era lo zio Medio e chissà che non trovi nell'aldilà qualcos'altro da fare. Ma se un giorno vedremo alto nel cielo lontano un grande aquilone rosso e giallo volare fermo e con la coda a catena, sicuramente è il suo. Per il momento ritroverà il nonno, lo zio Renzo che assieme a Medio hanno preso in giro per tutta la sua breve vita per la sua fifa e la paura di morire, gli altri fratelli Albo, Gino , Paolo, Ennio, e la Pepina.
Fa bene scriverne, fa bene ricordarlo, un grande abbraccio .. ciao

Claudio Calderoni